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A Dina Cereda, detta Angela. Alla Passione,l’ impegno e la determinazione che ha segnato il suo essere donna nella Resistenza.
Questi sono anni nei quali, in nome di un facile ecumenismo che non aiuta a capire, alcuni vorrebbero cancellare ogni differenza tra chi si schierò dalla parte del nazifascismo e chi, invece, lo rifiutò e lo combatté; sono anche anni nei quali l'Occidente è costretto a riflettere sul significato di concetti come «democrazia», «libertà» e «pace», che troppo spesso ha dato per scontato o creduto gli appartenessero di diritto .
La storiografia ufficiale inoltre, continua ad ignorare del tutto il ruolo delle donne che hanno combattuto al pari degli uomini nella resistenza per affermare tali valori, a volte correndo rischi maggiori perché più isolate nelle città e più esposte a denunce e delazioni da parte dei civili conniventi con il regime.
Le donne come Angela , con un doppio coraggio, hanno dato un contributo fondamentale alla nostra liberazione, partecipando con convinzione e determinazione alla lotta per costruire un futuro differente..
Non solo infatti si sono dovute scontrare con il nemico fascista, ma troppo spesso hanno dovuto combattere contro una cultura maschilista diffusa e socialmente accettata che purtroppo spesso permeava anche gli atteggiamenti di coloro i quali combattevano al loro fianco per gli stessi ideali di libertà.
E tutto questo con cuore di donna.
Con estremo cordoglio, esprimendo le nostre piu’ sentite condoglianze alla famiglia, salutiamo Dina Cereda, detta Angela,una grande combattente che ci rende orgogliose di essere cittadine cinisellesi, scomparsa il 4 maggio 2012, con la speranza e l’impegno affinchè il suo insegnamento possa trasmettersi alle nuove generazioni, insieme a quei valori fondanti della nostra Repubblica.
Vogliamo ricordare Angela attraverso le parole di Ezio Meroni, che sulla sua storia ha scritto un libro :
"Vando è da queste parti con una trentina di garibaldini. È convinto che ci siano le condizioni per proseguire la lotta, magari trasferendoci ad Artavaggio o scollinando ad Avolasio" lo informò Olmo. !Vuol sapere se intendi unirti a noi o tornare a casa!. Gilera alzò la testa e lo fissò fiero negli occhi: "Potrei rientrare a Sesto e continuare la lotta nelle SAP". Olmo annuì. "Ma neanche Angela me lo ha chiesto esplicitamente" proseguì. "Io comunque non mollo. Rimango tra queste montagne, in mezzo a questa gente. Quando fai una scelta devi andare fino in fondo, senza paura di pagare". Olmo gli strinse la mano commosso: "Lo sapevo. Tu e Angela siete fatti della stessa pasta. Idealisti, coraggiosi e determinati. Incarnate la purezza del cuore costretta a imbracciare un'arma. Forse è per questo che vi amate così profondamente"
Ciao Angela, Mille&unavoce
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