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LO SGUARDO DELLE DONNE 2014

Lo sguardo delle donne


Quest'anno sono stati affrontati quattro temi (la dipendenza, le radici e la conoscenza, la solidarietà e il coraggio delle donne) che pur apparentemente assai diversi tra loro, sono tenuti insieme da un filo comune, quello della solitudine in cui, troppo spesso, possono trovarsi le donne oppresse dai mutamenti economici e sociali.
Una solitudine che può portare alla disperazione e alla depressione ma che, nel contempo, può portare a grandi gesti di solidarietà e di vicinanza, a grandi gesti di coraggio.
L'azione delle donne nel passato che traccia un percorso di insegnamento per il presente. L'azione delle donne nel presente che traccia un percorso di speranza per il futuro.



22 febbraio 2014 - h. 16.00

Tema: la dipendenza
Il gioco d'azzardo, problema anche femminile

Giocano per dimenticare le frustrazioni, per far quadrare i bilanci familiari, per fuggire al vuoto di matrimoni stanchi e di una quotidianità ripetitiva, per trovare un nuovo ruolo sociale quando i figli crescono e se ne vanno di casa. Sono questi i motivi che spingono le donne al gioco d’azzardo, un ambito che fino a pochi anni fa era prettamente maschile e che ora, invece, è per il 40% femminile. Bingo, slot machine, superenalotto, lotto e gratta e vinci, sono i giochi preferiti dalle giocatrici che in media hanno tra i 50 e 60 anni e sono sia italiane sia immigrate. Il gioco diventa un riempitivo, una bolla di sapone in cui rifugiarsi, con una rischiosa controindicazione: il confine tra passatempo e dipendenza è labile ed entrare nella spirare del gambling (che implica perdita di autonomia, debiti che arrivano anche a 30/40mila euro e ricorso agli usurai) è più facile di quanto si pensi. Si stima che ci siano un milione di persone in Italia cadute nella rete della dipendenza da gioco: più di 400mila sono donne.

Letture dal testo “L'azzardo si veste di rosa. Storie di donne, storie di gioco, storie di rinascita” di Cesare Guerreschi

Intervento della dottoressa Angela Campanelli dello Sportello Gioco d'azzardo del Comune di Cinisello Balsamo

Proiezione del film Giocare d'azzardo:
Regia di Cinzia Th Torrini – Italia 1982 – durata 96 min.

Storia di Anna, una casalinga di circa quarant'anni che in seguito ad una serie di eventi si avvicina alle emozioni del lotto, il gioco dei poveri, dove i sogni ed i numeri, le speranze e le delusioni si fondono in un'unica attesa. Dopo le prime vincite, Anna non ha più fortuna. Dà fondo ai suoi risparmi, poi prende i soldi di sua figlia, infine giunge ad impegnare una macchina dell'agenzia di suo marito; ma tutto è inutile perché il numero, giocato più volte, non esce. Anna sprofonda nell'angoscia e, come presa da una follia superstiziosa, vive in un incubo attendendo l'uscita del numero fatidico. Alla fine il numero esce e la famiglia è salva, ma Anna sembra non accorgersene. La troviamo, nell'ultima scena del film, vagare in una spiaggia desolata, immersa in nuovi sogni.

  Lo sguardo delle donne
Radici


6 marzo 2014 - h. 20.45
Tema: Le radici e la conoscenza
Iniziativa promossa in occasione dell'8 marzo, giornata internazionalle della Donna

Per le donne è difficile vincere i pregiudizi e farsi riconoscere come portatrici di conoscenza e di complessità. Il tentativo da parte delle società maschili è stato sempre quello di reprimere e finanche annullare il genio femminile. Testimonianza di questo possono darla le storie delle poetesse, delle scrittrici, delle pittrici e delle scienziate. Il genio e la conoscenza non dovevano – e non debbono - essere donna. Come abbiamo già detto per altri temi di questa rassegna, molte donne hanno pagato con la vita, con il carcere, con il manicomio la loro scienza e la loro coscienza.
In questa giornata dedicata alle donne proponiamo un film che è una favola, un'allegoria che parla di genio femminile, di conoscenza e di un attaccamento fiero e senza superstizioni alle proprie radici.

Introduzione alla serata dell'antropologa Michela Zucca.

Proiezione del film La ragazza delle balene,
di Niki Caro – Germania - Nuova Zelanda, 2002 durata101 min.

Nelle tradizioni Maori di molti piccoli centri della Nuova Zelanda esistono leggende che ancora oggi continuano ad influenzare la vita di tante persone. Malgrado il progresso e la "globalizzazione", alcune comunità ancora seguitano a vivere seguendo criteri ancestrali. "La ragazza delle balene" parla proprio di una di queste leggende.
Più di mille anni fa esisteva sulla terra un eroe che si chiamava Paikea, colui che viaggia sul dorso della balena. Questo personaggio evitò grandi calamità al suo popolo. Oggi ogni primogenito maschio, della famiglia che comanda il villaggio, discende da quella nobile stirpe e deve condurre la sua gente lontano dai pericoli che attanagliano il loro mondo. Ma che succede se invece di un bambino, nasce una bambina (per giunta unica sopravvissuta di un parto gemellare dove la madre e l'altro gemello maschio hanno avuto la peggio)?
Il film vuole far capire come i pregiudizi sono sbagliati e pericolosi fino a ritorcersi contro gli stessi personaggi che li impongono. Pai, la bambina sopravvissuta, deve combattere fino allo stremo delle forze per farsi accettare dal nonno, che la rifiuta in quanto primogenita femmina. La testardaggine di Porourangi (il nonno) non gli fa vedere la straordinarietà che ha davanti agli occhi.
Un film sull'inutilità dei pregiudizi, ma anche su un attaccamento fortissimo alle radici. Se si riuscisse a sconfiggere la superstizione rimanendo fedeli alle proprie tradizioni, solo allora la fierezza di far parte di un gruppo (o un popolo, o una civiltà etc.) si rivelerebbe veramente pura. Pregiudizi che qui coinvolgono una ragazzina, ma che andrebbero letti in chiave universale, consapevoli che purtroppo esistono ancora molte civiltà dove la donna è bistrattata per tutta la vita.
Il film ci regala una bellissima fotografia e una colonna sonora molto suggestiva, scritta da Lisa Gerrard, ex componente dei Dead Can Dance nonché vincitrice di un Golden Globe per la colonna sonora de "Il gladiatore".

 
La ragazza delle balene trailer
 


3 Evento sabato 17 maggio 2014 h. 14.00

Tema: la solidarietà

Bambini vi aspettiamo...
Una solidarietà laica e concreta che spinge un gruppo di donne dell'UDI a muovere mari e monti per trovare accoglienza per centinaia di bimbi provati dalla fame e dalla miseria provocati dalla guerra.
“Tra il 1945 e il 1952 più di 70.000 bambini del Sud più svantaggiato furono ospitati temporaneamente da famiglie del Centro-Nord. Quei bambini presero in quegli anni il primo treno della loro vita, per lasciarsi alle spalle la povertà e le macerie del dopoguerra e vivere un’esperienza che non avrebbero mai più dimenticato. ”
Ad accoglierli un popolo di contadini. Famiglie povere e provate dalla guerra che, aprendo le loro case e le loro braccia, andarono loro incontro in uno slancio fraterno di solidarietà per aiutare altre famiglie ancora più povere e provate.
La serata è dedicata all'Italia, quell'Italia che non c'è più, o che forse c'è ancora, ma troppo sommersa, soverchiata dal rumore assordante e insostenibile dell'intolleranza e dell'indifferenza.

Conversazione con Paolo Rinaldi, autore del libroI treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie.

Proiezione dello straordinario film/documentario Pasta nera alla presenza del regista Alessandro Piva.

Al termine della seconda guerra mondiale l’Italia è devastata; tra le profonde ferite lasciate dal conflitto quella forse più dolorosa è la condizione dei minori, specie nel Mezzogiorno.
Nel clima di fervore nella ricostruzione del Paese, migliaia di famiglie di lavoratori del Centro-Nord aprono le loro case ai bambini provenienti dalle zone più colpite del Meridione.
L’iniziativa in poco tempo diventa un movimento nazionale, espressione di una concezione dell’assistenza pragmatica ed efficiente, capace di supplire talvolta all’assenza delle istituzioni.
Le realizzatrici dell’enorme macchina organizzativa sono le donne dell’UDI, l’associazione femminile della Sinistra italiana, che con l’appoggio della Croce Rossa e dei tanti comitati locali riescono tra mille difficoltà a portare quei bambini laceri e denutriti in un contesto di dignità e riscatto.
I protagonisti di questa storia, ormai nonni, ricordano con i loro occhi bambini questa inedita esperienza, in un cortocircuito emozionale tra infanzia e anzianità.

Pasta nera
 
 


4 evento

Tema: Il coraggio delle donne

Quando si parla del coraggio delle donne occorre tenere presente che, per una donna la sua vita quotidiana è una continua richiesta di coraggio: il coraggio di portare avanti la famiglia, spesso da sole; il coraggio di fare figli, ma anche quello di rivendicare la libertà di non farli; il coraggio di pretendere di lavorare e quello di affrontare un mondo del lavoro ostile e svilente; il coraggio di far quadrare i conti e di superare le malattie proprie e dei famigliari; Il coraggio di pretendere di studiare sebbene donne, rischiando magari le botte dal padre o dai fratelli; il coraggio di pretendere di non portare un velo.
Ci sono, poi, le storie di coraggio che si tramandano. Quelle storie che raccontano il coraggio delle donne che non hanno temuto di imbracciare un fucile per la libertà in ogni parte del mondo o il coraggio delle donne che hanno avuto la forza di denunciare e che hanno pagato con anni di carcere o, addirittura con la vita, per la loro audacia.
In questa serata parleremo di due donne straordinarie, due donne vere, che hanno lottato per la verità e la giustizia, pagando di persona anche con la vita. Due storie di donne che dimostrano come si possa diventare vittime e, al contempo, essere indicazione ed esempio.

Conversazione con Paolo De Chiara, autore del libro Il coraggio di dire no.

Il libro parla della storia di Lea Garofalo. La storia di una vita violenta vissuta in un clima di perenne e quotidiana violenza. Un’esistenza dove la tenerezza, l’affetto, la comprensione non hanno mai trovato spazio. Forse, ma questo lo si avverte leggendo il libro e soffermandosi a riflettere sulle pagine più dense, alla fine della sua vicenda umana.
Lea aveva capito che una vita violenta non è più vita e per questo aveva chiesto aiuto. Allo Stato, a questa cosa incomprensibile e troppo lontana per una ragazza di Calabria, allo Stato come unica entità cui aggrapparsi in quel momento. Perché quando rompi con la famiglia, quando vuoi venirne fuori, diventi una infame, una cosa lorda, la vergogna per il padre, i fratelli, il marito. E la vergogna si lava con il sangue.

Proiezione del film North Country - Storia di Josey
Regista Niki Karo - Usa – 2005 – durata 126 min.

Josey Aimes è una giovane madre di due figli, Sam e Karen, che ritorna nel suo paese natale nel Nord del Minnesota dopo essere fuggita da un marito violento. Si trasferisce dai genitori ma troverà molte difficoltà ad adattarsi visto l'ostilità del padre, che non le perdona i suoi errori del passato, ma troverà difficoltà anche a livello economico, infatti il suo lavoro come shampista non le permette di mantenere adeguatamente i figli. Su consiglio della vecchia amica Glory inizia a lavorare in miniera, che nonostante il lavoro duro e pesante per una donna, le consente uno stipendio adeguato al mantenimento dei figli. Ben presto, però, dovrà fare i conti con la dura realtà della miniera dove gli uomini la minacciano e la umiliano dove dovrà subire ogni tipo di abuso. Esasperata decide di licenziarsi e portare a giudizio l'azienda, ma si troverà a lottare completamente sola senza il sostegno della famiglia e delle colleghe che hanno subito gli stessi maltrattamenti, l'unico che l'aiuterà è un avvocato. Durante il lungo processo Josey subirà ogni tipo di umiliazione da parte dell'intera comunità che farà riaffiorare il suo tragico passato, quando poco più che adolescente dovette subire lo stupro da parte di un suo insegnante, stupro dal quale nacque il suo primo figlio.

Il fim è tratto dalla storia vera del caso giudiziario Jenson v. Eveleth Taconite Co., che ispirò a sua volta Clara Bingham e Laura Leedy Gansler nella stesura del libro Class action: the landmark case that changed sexual harassment law.

Il coraggio di dire no
 
Storia di Josey
   
 
  tisane e torte

Intermezzo con tisane, torte e scambi di opinione

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